23 agosto 32

Cloaking per le Inserzioni di Facebook nel 2022: una Guida Dettagliata

Facebook è considerato a buon diritto una delle migliori fonti di traffico (pensateci un attimo: 2,8 miliardi di utenti), che offre davvero il meglio in termini di targetizzazione per il marketing. Chi opera già da un po’ nell’ambito dell’affiliate marketing sa bene quanto questa piattaforma sia efficiente per promuovere le offerte in affiliazione. Tuttavia, il rovescio della medaglia per noi marketer è che Facebook è famoso per la sua politica rigorosa nei confronti degli annunci pubblicitari. Di conseguenza, nel tentativo di realizzare un guadagno, i marketer cercano tecniche che permettano di eludere o aggirare le restrizioni di Facebook. Una di queste tecniche è detta cloaking.

Di fatto, il cloaking è un metodo che consente di differenziare i siti per la moderazione delle inserzioni di Facebook da quelli per il traffico reale. Senza dubbio, Facebook è una delle migliori piattaforme per gli inserzionisti grazie all’eccellente targeting demografico. Tuttavia, a causa delle forti restrizioni imposte sugli annunci, l’elenco dei prodotti e dei servizi che non possono essere pubblicizzati sulla piattaforma è piuttosto lungo. Ad esempio, non è possibile pubblicizzare prodotti a base di tabacco (e articoli correlati), armi e munizioni, droghe (e articoli correlati), prodotti e contenuti per adulti, molti tipi di integratori, alcol, gioco d’azzardo, prestiti a breve termine ecc.

Per questo motivo, molte aziende e marketer sono tagliati fuori e non possono sfruttare l’enorme pubblico e le ottime opzioni di targeting. Alcuni di loro hanno così trovato un modo per eludere i divieti e assicurarsi l’accesso alla community di Facebook. Nonostante le severe misure applicate dalla piattaforma, molti marketer decidono comunque di rischiare.

Per promuovere prodotti o servizi dubbi, rischieresti che il tuo account venga disabilitato?
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Come fanno i marketer a riconoscere la moderazione di Facebook? Di certo, Facebook non fa annunci pubblici sull’elenco degli IP associati al suo sistema di moderazione. Tuttavia, alcune informazioni sono trapelate. Quindi, quando un server identifica la richiesta come proveniente da uno degli IP associati alle verifiche di Facebook, mostrerà la pagina che è perfettamente conforme alla normativa e ai requisiti della piattaforma. Naturalmente, se le richieste provengono da altri IP (che non sono nell’elenco di quelli che effettuano la verifica per Facebook), i server mostreranno il vero contenuto.

Ma andiamo con ordine. Alcuni di voi stanno già utilizzando il cloaking per diverse piattaforme, ma i principianti nel settore del marketing forse si staranno chiedendo che cosa sia questa tecnica.

In realtà, nell’affiliate marketing “cloaking” ha due significati fondamentali. In entrambi i casi il termine vuol dire mascherare o nascondere. Nel primo caso, si tratta della forma più comune di cloaking: ridurre la lunghezza dei link. Se è da un po’ che lavorate nel marketing digitale, dovreste sapere quanto possano essere lunghi e brutti alcuni link di affiliazione. Per questo motivo, i marketer li “abbelliscono” rendendoli più corti (o più belli). In effetti, quando leggete articoli sul cloaking, si parlerà dei diversi tipi di accorciamento dei link. Le ragioni per abbreviare i link sono molte. Innanzitutto, per creare URL più corti e facili da ricordare, che sono molto più semplici da usare e da condividere. In secondo luogo, i link più corti vi proteggono dal pericolo di furto delle commissioni, perché i link belli mascherano l’ID dell’affiliato.

Il secondo significato di cloaking è il mascheramento dell’URL di destinazione. In questo caso, i marketer vogliono nascondere l’URL di destinazione ad alcuni visitatori (moderatori e verificatori). Questo metodo viene utilizzato per evitare le restrizioni applicate da alcune piattaforme. Dunque, il cloaking è un metodo molto utilizzato per eludere le procedure di controllo di Facebook e far approvare contenuti che non sono pienamente conformi alla normativa e agli standard della piattaforma. Il meccanismo prevede di nascondere la destinazione finale (una landing page per gli utenti o un post). In altre parole, il “cloaking” è un trucco utilizzato dai marketer per eludere i divieti esistenti su alcune popolari piattaforme mostrando ai motori di ricerca e ai moderatori dei contenuti una versione lecita e innocua del sito, mentre gli utenti ne vedranno un’altra con contenuti promozionali.


I Tre Tipi di Cloaking

Alla luce di quanto detto, il cloaking può essere suddiviso in tre tipi, in base alle implicazioni e alla modalità di attuazione.

White hat cloaking

Questo metodo implica la suddivisione degli utenti in vari gruppi in base agli interessi e alla posizione geografica. I motori di ricerca utilizzano questa tecnica per reindirizzare gli utenti verso piattaforme localizzate. Analogamente, molti marketplace online offrono servizi e prodotti in base alla cronologia delle ricerche dell’utente. Filtrare il traffico fraudolento (server VPN, geolocalizzazioni irrilevanti, bot spia ecc.) che erode il vostro budget per gli annunci è ancora considerato white hat. Il punto fondamentale è che sia gli utenti normali che i verificatori/moderatori vedono la stessa pagina e gli stessi contenuti.

Grey hat cloaking

Questo tipo di cloaking non riguarda contenuti formalmente proibiti o illegali, ma contravviene alla politica di alcuni specifici servizi. Il grey hat è spesso utilizzato per la SEO: i bot dei motori di ricerca vedono una pagina web piena di keyword, mentre agli utenti viene mostrato un normale articolo. Tecnicamente non è illegale, ma molti motori di ricerca considerano queste pagine una frode e bloccano i relativi account.

Black hat cloaking

Come avrete già intuito, il black hat cloaking comprende la promozione di contenuti o nicchie vietate. Non sempre si tratta di prodotti o servizi illeciti; nella maggior parte dei casi, i marketer operano in settori che potrebbero rappresentare un certo margine di rischio, come il gioco d’azzardo, le scommesse, le criptovalute, i prodotti per adulti, gli incontri o gli integratori alimentari di dubbia provenienza. Il black hat cloaking viene utilizzato per ingannare i moderatori/verificatori, gli utenti e i programmi di affiliazione (nel caso in cui si nasconda la fonte del traffico: alcuni programmi di affiliazione non accettano tipi specifici di traffico, ad esempio quello relativo all’industria per adulti).

I marketer più esperti consigliano di “sbiancare” le offerte grey hat e black hat. Ciò significa rendere gli annunci black hat più simili ai pacchetti white hat. Se riuscite a superare la moderazione, potete venir bloccati a causa dei reclami degli utenti. Tenete presente che il cloaking aiuta a superare solo la moderazione ufficiale.

Tutti sono consapevoli che Facebook non ami particolarmente gli annunci degli affiliati. I marketer possono svegliarsi una mattina e scoprire che la pagina è stata chiusa o che l’account è stato disattivato. Non sono graditi neanche i link di affiliazione nella loro versione originale.  

I marketer sanno bene che le nicchie più redditizie sono il gioco d’azzardo, gli incontri e le criptovalute. Promuovendo offerte in queste categorie è possibile ottenere un ROI fantastico e commissioni elevate in breve tempo. L’unica cosa di cui avete bisogno è traffico mirato e Facebook, con i suoi miliardi di utenti, è la fonte di traffico perfetta. Tuttavia, ha una politica molto rigida nei confronti degli annunci, che prevede restrizioni per quelli relativi a gioco d’azzardo, criptovalute e incontri. Allora, potete cercare altre fonti di traffico o ricorrere a tecniche black hat per eludere le restrizioni e trarre vantaggio dal traffico della piattaforma.


Perché Usare il Cloaking Nell’affiliate Marketing

  • Il cloaking viene utilizzato principalmente per ingannare la moderazione e promuovere contenuti vietati. Ad esempio, il gioco d’azzardo non è il benvenuto su Facebook. Ma tra gli utenti di Facebook ci sono milioni di potenziali giocatori. Per questo motivo, i marketer utilizzano il cloaking per promuovere offerte relative a questa nicchia: i moderatori e i verificatori vedono una Pagina bianca, che rispetta cioè la politica degli annunci di Facebook, mentre gli utenti normali vedono annunci relativi al gioco d’azzardo.

  • Il cloaking aiuta a eliminare il traffico indesiderato, compresi gli utenti che utilizzano VPN, i concorrenti o i bot di ricerca. Non volete sprecare il vostro budget destinato agli annunci con questo tipo di traffico. Il cloaking aiuta a proteggere i contenuti dal furto, dato che gli utenti non possono vedere il codice sorgente. Inoltre, vi proteggete dai servizi di spionaggio digitale, perché create un database che comprende non solo i bot di ricerca e i verificatori, ma anche i robot spia (che acquisiscono le pagine false).

Cloaking: Come Funziona

Il cloaking prevede l’esecuzione di script speciali da parte di un server web. Quando un server riceve una richiesta, determina se la richiesta proviene da un utente o da un verificatore (moderatore o robot). Se lo script stabilisce che si tratta di un moderatore (robot), mostrerà una Pagina bianca (conforme alla politica della piattaforma) per superare la moderazione. Gli utenti normali saranno indirizzati alla pagina dell’offerta.

Esistono due metodi principali per determinare chi ha cliccato sul vostro link:

  • L’indirizzo IP. In questo caso, il server identifica bot e moderatori in base agli indirizzi IP. Esiste una lista nera di indirizzi IP connessi a verificatori o a traffico indesiderato. Se l’indirizzo IP è nella lista nera, viene visualizzata la Pagina bianca. Altrimenti, viene visualizzata la pagina dell’offerta.
  • Il nome dell’user agent. Allo script sul server web è collegato un database con una lista nera per poter effettuare il filtraggio. Se un nome utente è nella lista nera, viene visualizzata la Pagina bianca. Tutti gli altri utenti vedranno la pagina dell’offerta reale. Si tratta di un metodo efficace e facile da configurare. Purtroppo, adesso i bot cambiano i loro nomi per eludere il cloaking. Recentemente, i moderatori hanno iniziato a farsi passare come utenti normali per scoprire le pratiche fraudolente.  

L’identificazione tramite IP è considerata più efficiente perché anche se un bot/moderatore cambia il proprio nome, il server lo riconosce dall’indirizzo IP.

In apparenza sembra più complicato di quanto non lo sia in realtà. Ad oggi, non serve che i marketer lancino i propri server, scrivano e configurino gli script, e vadano a cercare i database dei moderatori e dei bot. Per svolgere tutti questi compiti sono disponibili molti servizi specializzati. Alcuni forniscono una doppia identificazione: indirizzo IP + user agent. Quelli a pagamento includono ulteriori metodi di identificazione e l’aggiornamento costante dei database con gli IP e gli user agent.


Cloaking su Facebook: guida ettagliata

In linea di massima, il cloaking su Facebook prevede tre fasi fondamentali: farming, impostazione della pagina e warm-up. Il principio fondamentale è: “Prendetevi il vostro tempo!”. Dovete essere disposti ad aspettare che la vostra nuova pagina diventi matura o a pagare un extra per account già esistenti. Vediamo in dettaglio la procedura.

1. Farming

Potete creare nuovi account Facebook (o in alternativa, acquistarli o affittarli) e simulare un’attività reale. In media, il tasso di successo si aggira attorno al 60-70%.

Dovete prestare molta attenzione alla scelta del giusto IP: deve essere un IP residenziale (non utilizzate soluzioni proxy o VPN: non funzionerebbe); la posizione dell’IP deve corrispondere al CAP dell’intestatario della carta di credito. Potete affittare account Facebook di persone reali: vi servono account di alta qualità, attivi da molto tempo e completi; in questo modo il tasso di successo potrebbe avvicinarsi al 98-100%.

2. Impostazione della pagina

Quindi, scegliete (o create) una pagina aziendale, o per una community, con un punteggio di alta qualità. Mantenete alto il livello della pagina: caricate almeno 5-7 post. Nel caso in cui scegliate un account ottenuto con il farming, prendete in considerazione la possibilità di invitare gli amici a mettere un “Mi piace” alla pagina.

3. Warm-up

A questo punto, continuate a lavorare sul punteggio relativo alla qualità della pagina. Per farlo dovete pubblicare annunci con un alto tasso di interazione, perciò concentratevi soprattutto sulla loro qualità. Dovrete lanciare almeno tre campagne. Lanciate la prima campagna dalla pagina, finalizzandola all’acquisizione di “Mi piace”. Ora vi verrà richiesto il numero della carta di credito. Importante: questo numero deve essere digitato (non utilizzate il “copia-incolla”). Gli account che avete preparato non devono venir toccati per almeno 24 ore. Poi, avviate Business Manager, aggiungete il vostro account personale e circa 3-4 account aggiuntivi. Perché? Nel caso in cui il vostro account venga disabilitato, avrete la possibilità di utilizzare gli altri.

La seconda campagna è mirata ad aumentare il tasso di interazione. Avete bisogno di un punteggio relativo alla qualità più alto, perciò dovete assicurare più interazioni con il post. Create una campagna solo per utilizzatori di computer, senza link nel post che promuovete.

La terza campagna è solitamente chiamata “campagna per i clic sul sito web”. La lanciate quando la spesa raggiunge i 500 dollari circa. L’URL, il testo e l’immagine di questa campagna devono essere gli stessi della campagna black hat. Lanciate il warm-up della pagina sicura da 30-40 dollari. Potrebbero volerci da 4 giorni a due settimane. Bisogna non avere fretta e randomizzare i budget.


I Migliori Servizi di Cloaking

Alcuni fornitori di servizi di cloaking sono pubblici e molto conosciuti, come LeadCloak, Linkscloaking, Cloakerly o Traffic Armor. Come forse già saprete, Facebook ha avviato un’azione legale contro uno dei servizi di cloaking più popolari, LeadCloak.
 

  • Cloakerly. Si tratta di uno dei servizi più popolari nell’affiliate marketing. La piattaforma offre vari pacchetti, a partire da 149 dollari.

  • Cloak It. Un servizio di cloaking su cloud per Facebook e Instagram, Google e WebView. Non è necessario installare e configurare nulla: il pannello di gestione si trova sul server dell’azienda. Basta registrarsi e poi si può iniziare a utilizzare il servizio. Il cloaking è istantaneo: non c’è alcun ritardo nell’elaborazione delle richieste, che vengono filtrate in base a diversi parametri, tra cui l’user agent, gli indirizzi IP e i crawler. I piani di abbonamento mensili partono da 60 dollari per singola campagna. L’azienda offre uno sconto del 50% sull’abbonamento annuale.
  • IM KLO. Si tratta di un servizio di cloaking per Facebook, non utilizzabile con altre piattaforme. IM KLO fornisce un codice open-source, un database costantemente aggiornato con gli indirizzi IP di bot di ricerca e utenti indesiderati, nonché un’ampia gamma di filtri e l’integrazione di tracking. IM KLO si distingue da altri servizi (per lo più basati su cloud) perché lo script deve essere installato sul vostro server (caricandolo nella root del dominio) per avere accesso a tutte le funzionalità. Non è previsto un abbonamento mensile: basterà che acquistiate i file di installazione una sola volta a 330 dollari per l’utilizzo a vita (in alcuni casi è possibile ottenere sconti fino al 30%).  
  • BHOLE.SPACE. Si tratta di un servizio di cloaking economico (solo 25 dollari al mese), facile da utilizzare su Facebook. L’abbonamento mensile consente un massimo di 10 domini e 25 campagne.  Il servizio funziona con diverse fonti di traffico, ma il database più ampio di user agent e indirizzi IP che offre è quello per i social network.
  • Keitaro. Si tratta di uno dei più popolari servizi multifunzionali rivolti ai professionisti del marketing. Fornisce una vasta gamma di strumenti per la gestione del traffico, compreso il cloaking. Le funzionalità della piattaforma comprendono numerose opzioni per i reindirizzamenti (HTTP, meta-redirect, iframe e JS), la modifica del flusso del traffico con un clic, oltre 30 filtri per il reindirizzamento del traffico, un’API completa, un editor integrato per le landing page, uno strumento di reportistica automatica e l’integrazione con varie fonti di traffico. Il servizio di cloaking ha un database con oltre 500 000 IP. È presente anche una modalità multiutente. Keitaro richiede il caricamento dello script su un server (non è un servizio su cloud). I piani mensili partono da 25 dollari (un utente, un dominio). È disponibile una prova gratuita di 7 giorni.  
  • HideClick. Una delle piattaforme più potenti per filtrare il traffico, progettata appositamente per le grandi aziende. Il servizio offre un’ampia gamma di funzionalità, tra cui la protezione contro i servizi di spionaggio digitale e il blocco delle transizioni dai proxy. HideClick offre un enorme database con IP per Facebook, Google e altre piattaforme. Il servizio può essere integrato con WordPress, Keitaro, Cloudflare, Apache e Nginx. Il sistema deve essere installato su un server mediante una configurazione in 3 passaggi. Il piano standard costa 145 dollari, mentre i piani avanzato e professionale costano rispettivamente 245 e 1 495 dollari. L’abbonamento pro include la modalità multiutente, l’integrazione JS, l’SDK per iOS e Android, il blocco dei servizi di spionaggio digitale e i proxy. Per tutti i piani è disponibile una prova gratuita di 7 giorni.
  • Zeustrak. Si tratta di un altro servizio di cloaking su cloud che funziona con tutti gli ad exchange, cioè i marketplace digitali per il trading di spazi pubblicitari. Il servizio fornisce un vastissimo database (costantemente aggiornato) con gli indirizzi IP di moderatori, bot dei motori di ricerca e utenti indesiderati. Gli utenti possono aggiungere i propri URL per un filtraggio supplementare. Lo strumento di analisi fornisce dati in tempo reale su clic, offerte, CTR e profitto stimato. Una delle funzionalità più utili è la modalità multiutente, che consente a diversi esperti di marketing di collaborare da un unico profilo. Il servizio offre una prova gratuita di 7 giorni. I piani partono da 249 euro (10 domini, 5 server), con uno sconto fino al 30% per l’acquisto di un piano annuale. È compatibile con le inserzioni di Facebook e con Google Ads.  
  • Traffic Armor. È una piattaforma molto conosciuta per filtrare il traffico in base a user agent e agli indirizzi IP. La piattaforma fornisce un vasto database di bot, spyware, server proxy e VPN. Gli utenti possono aggiungere al database i propri IP indesiderati. Il servizio di cloaking è compatibile con tutte le principali reti pubblicitarie. I piani dipendono dal numero di clic: quello base costa 129 dollari per 32 500 clic al mese.
  • NoIpFraud. Un servizio esclusivo e popolare per filtrare il traffico indesiderato. Purtroppo non sono stati pubblicati piani o prezzi, quindi è possibile accedere al servizio solo contattando il supporto tecnico. Tutti i piani sono sviluppati individualmente. Non è prevista una prova gratuita.
  • FairLab. Forse avete sentito parlare di FairLab come di uno dei servizi di cloaking più costosi, però il sistema è molto efficace nel filtrare il traffico. Basta che aggiungiate i link agli annunci, che selezionate i filtri necessari e che facciate clic su “Avvia”: è davvero semplice. Il servizio dispone di una propria rete in grado di analizzare 25 parametri per ogni dispositivo e può identificare bot e moderatori anche quando i loro IP vengono cambiati o viene utilizzata una VPN. Secondo gli sviluppatori, FairLab si impegna a essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza. Il servizio è stato progettato per le inserzioni di Facebook e per Google Ads, ma può essere utilizzato efficacemente anche con altre piattaforme, come Pinterest, Twitter, MyTarget ecc. Esistono piani giornalieri, mensili e annuali, con modelli di prezzo flessibili. Ad esempio, i piani giornalieri includono Light a 19,99 dollari e Prime a 39,99 dollari. I nuovi clienti possono verificare le funzionalità di FairLab con una prova gratuita di 7 giorni.

  • LinkTrackr. Un servizio universale multifunzionale progettato per l’automazione del marketing. Si tratta di uno dei servizi più popolari ed economici, dotato di numerosi strumenti, come il cloaking dei link, il tracciamento di annunci, PPC, pixel e subID, il rotatore di URL ecc. I marketer possono utilizzare un numero illimitato di domini e mascherare efficacemente i link delle affiliazioni su Facebook. Un ulteriore vantaggio è che il servizio è adatto sia ai principianti che ai professionisti. I piani partono da 17 dollari; è disponibile uno sconto del 10-20% per l’acquisto di un abbonamento annuale.  
  • FraudFilter.io. Il servizio blocca il traffico indesiderato valutando i visitatori in base a diversi parametri. La piattaforma dispone di un impressionante database che viene continuamente aggiornato. Il costo è di 162 euro al mese. Il servizio di cloaking è compatibile con 130 reti pubblicitarie e con la maggior parte delle piattaforme CMS, tra cui WordPress, Joomla, Shopify, Drupal, Weebly ecc.  

Se siete ancora indecisi o non siete sicuri di quale sia il servizio di cloaking che fa per voi, date un’occhiata alle recensioni di altri marketer nella discussione dedicata al cloaking su Facebook nel forum BlackHatWorld.


Cloaking per Facebook: un Esempio

Immaginate di avere un’azienda specializzata in integratori alimentari (produttore o rivenditore). Non potete lanciare una campagna pubblicitaria su Facebook perché i vostri annunci verrebbero bloccati (o sono stati bloccati). Quindi, avete deciso di optare per il cloaking. Vediamo ora quali sono i passi da compiere per far funzionare le vostre inserzioni.

Create un nuovo account e una nuova pagina. Quindi, lanciate diverse campagne pubblicitarie su Facebook per ottenere i "Mi piace" della pagina e le recensioni (sì, presumibilmente le comprerete). La pagina e le inserzioni saranno sicuramente sottoposte a verifica, ma non c’è problema perché la vostra pagina è impeccabile.

A questo punto, dovete identificare gli indirizzi IP dei verificatori di Facebook e aggiornarli costantemente. Alcune aziende forniscono questo servizio, quindi potete controllare le recensioni dei vostri colleghi marketer per sceglierne una affidabile. E in verità, i servizi di cloaking a volte sono più convenienti rispetto alla laboriosa procedura di implementare il sistema da soli.

Quando tutto è pronto, non dovete iniziare subito a utilizzare il cloaking. Gestite la campagna con la pagina “giusta” per un po’ di tempo, poi passate al vostro sistema di filtraggio degli IP in modo che gli utenti vedano la pagina con la promozione degli integratori alimentari mentre ai verificatori di Facebook appare la versione “depurata”. La possibilità di essere scoperti è piuttosto alta; questo spiega lo stile pubblicitario molto aggressivo messo in atto da molti marketer.

Gli indicatori che rendono le inserzioni sospette agli occhi dei moderatori di Facebook:

  • Protezione della privacy del dominio Whois;
  • Account Facebook recenti con spesa elevata;
  • Struttura degli URL dei link;
  • Pacchetto marketing (tracking, analytics ecc.);
  • Assenza del pixel di Facebook (o suo utilizzo tramite iframes e piggyback);
  • Numerose altri indicatori.

Facebook e il Cloaking: Risposta Ufficiale

Nel 2017, Rob Leathern, responsabile della gestione del prodotto, e Bobbie Chang, ingegnere informatico, hanno rilasciato una lunga dichiarazione sulla politica di Facebook concernente le tecniche di cloaking. In breve, hanno sottolineato che Facebook combatte incessantemente qualsiasi tipo di pubblicità ingannevole. Inoltre, la direzione di Facebook considera il “cloaking” una violazione dei propri Standard della community e delle proprie Normative pubblicitarie.

La piattaforma fa ricorso alle tecnologie più avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale, per rilevare e bloccare gli annunci che contengono pagine di destinazione “mascherate”: “stiamo utilizzando l’intelligenza artificiale e abbiamo ampliato le nostre procedure di revisione umana per aiutarci a identificare, rilevare e accertare il cloaking. Ora possiamo notare meglio le differenze nel tipo di contenuto proposto agli utenti che utilizzano le nostre app rispetto a quello mostrato ai nostri sistemi interni... Consideriamo il cloaking una pratica deliberata e ingannevole, e non lo tollereremo su Facebook. Rimuoveremo le Pagine che ricorrono al cloaking. Per il resto, le Pagine non dovrebbero subire cambiamenti nel loro traffico dai referral”.

Facebook ha rafforzato la normativa citando espressamente il “cloaking”. Gli inserzionisti e le Pagine che utilizzano il “cloaking” per le loro inserzioni vengono banditi dalla piattaforma.

Il 20 aprile 2020 Facebook ha intentato una causa contro LeadCloak per il software di “cloaking” dell’azienda che reindirizza gli utenti di Facebook. Facebook accusa LeadCloak di utilizzare il software per nascondere siti web fraudolenti relativi a fake news, COVID-19, pillole dimagranti e criptovalute.

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C’è Sempre una Soluzione

La situazione sembra complicata. Nessuno vuole avere l’account disabilitato e tutti vogliono guadagnare con programmi di affiliazione redditizi. Quando i vecchi sistemi non funzionano più, potete sempre chiedere un consiglio ai colleghi.

Se non siete membri di una community dedicata al marketing, è giunto il momento di iscrivervi e sfruttare le discussioni relative a questo settore. Warrior Forum, BlackHatWorld, e AffiliateFix sono alcune delle piattaforme più popolari e più utili per i marketer. Potete scoprire qual è la vostra community preferita per condividere esperienze, fare domande, scoprire le nuove tendenze e tenervi aggiornati sul settore del marketing.


Conclusioni

Il cloaking non è una tecnica nuova. Nel corso degli anni, si è trasformato in una strategia molto sofisticata e complessa. Probabilmente saprete che all’inizio il cloaking veniva utilizzato per ingannare i motori di ricerca e nascondere siti pieni di malware o contenuti inappropriati. In seguito, la portata del cloaking è stata notevolmente ampliata per includere anche i social media. Nonostante i numerosi rischi associati al cloaking, molti marketer vi fanno ancora affidamento per promuovere le offerte in affiliazione.

Ovviamente, il cloaking diventa sempre più complicato e difficile da rilevare. Proprio come Facebook fa ricorso a tecnologie sempre più avanzate e sofisticate (ad esempio, l’intelligenza artificiale) per scoprire il cloaking, così anche chi lo utilizza fa uso di strumenti innovativi per aggirare i meccanismi di individuazione.

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